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Non sarà un avVentura

No, al Mondiale in Russia non ci saremo, difficile da credere ma quello che sembrava essere solamente un brutto pensiero, che lentamente si stava insinuando nella testa di noi italiani e che tutto sommato ci appariva abbastanza semplice da mandare via, col passare dei giorni è diventata una preoccupazione, poi una eventualità, una possibilità concreta fino ad essere una tristissima realtà. La Svezia ci ha eliminato, in maniera sorprendente, forse, di certo meritatamente. Ci eravamo detti che sarebbe arrivato il proverbiale momento della verità nel quale gli italiani danno sempre il meglio di loro (calcisticamente parlando), qualcuno avrà anche pensato che la qualificazione ci spettasse in nome di una presunta superiorità tecnica o in nome della nostra grande tradizione pallonara, ma così non è stato. La Svezia, nel calcio, non è la Norvegia o la Finlandia, ha una sua storia, una sua scuola e un’identità molto forte, è sempre stata un avversario ostico da superare per tutti, ho l’impressione che sia stata anche colpevolmente sottovalutata. Certo dopo le due partite l’idea che sarebbe bastato veramente poco per passare il turno rimane, ma anche questo è un tratto caratteristico di noi italiani, chiamiamola eccessiva autostima. Ma questa è un’aggravante, ci conferma che la nostra Nazionale non aveva le qualità necessarie per definirsi Squadra, con la S maiuscola. Abbiamo sbagliato il pronostico, avevamo dato l’Italia vincente, a nostra parziale discolpa lo avevamo dato al momento del sorteggio. I pronostici si sbagliano, ci mancherebbe, sopratutto se le informazioni in possesso al momento di formularlo sono poche e frammentarie. Non ci resta, come tifosi, che volgere lo sguardo altrove, dimenticando la Russia. Come appassionati di calcio, però, resta intatto il nostro stupore davanti a questa magia che si realizza ogni quattro anni, che modificherà per un mese le nostre abitudini, i nostri orari, la nostra fame e la nostra sete, i nostri comportamenti sociali, ma forse non il nostro stato d’animo. Per quello bisognerà aspettare un’altra avventura.

 

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